Le Dolomiti patrimonio dell’umanità

Le Dolomiti patrimonio Unesco

Le Dolomiti patrimonio Unesco

Grande festa per le nostre care Dolomiti, da oggi patrimonio dell’umanità! Lo ha deciso l’Unesco, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, durante una sessione del World Heritage Committee a Siviglia, decretandolo con l’unanimità dei 21 membri. Con l’iscrizione delle Dolomiti, i siti Unesco italiani diventano 44.
La 33esima sessione del “committee” si è aperta a Siviglia lo scorso 22 giugno e terminerà il 30 di questo mese. Durante i lavori, il presidente Maria Jésus San Segundo, ambasciatore e delegato permanente della Spagna presso l’organizzazione, si occuperà di verificare lo stato di conservazione di 21 aree dell’Unesco World Heritage e di valutare la candidatura di altre 27 aree, tra siti naturali e culturali.
La candidatura delle Dolomiti era arrivata in Spagna forte del parere positivo espresso nelle scorse settimane dall’Iucn (l’Unione mondiale per la conservazione della natura), l’organismo internazionale incaricato di esaminare in prima istanza e candidature dei beni naturali Unesco. Sinora in Italia il riconoscimento come bene naturale era stato assegnato solo alle Isole Eolie.
L’Unesco si è dunque arricchito dei nove gruppi dolomitici per un’estensione complessiva di 142 mila ettari, cui si aggiungono altri 85 mila ettari di “aree cuscinetto”, per un totale di 231 mila ettari, suddivisi tra le province di Trento, Bolzano, Belluno, Pordenone e Udine.
Solo ad elencare le aree che rientrano in questo riconoscimento, è difficile non condividerne la valenza: il gruppo formato da Pelmo e Croda da Lago, situati in Veneto, tra Cadore, Zoldano e Ampezzano; il massiccio della Marmolada, la cima più alta delle Dolomiti (3.343 metri) e il ghiacciaio più significativo; il gruppo formato dalle Pale di San Martino, Pale di San Lucano e Dolomiti Bellunesi; il gruppo formato dalle Dolomiti Friulane e d’Oltre Piave; le Dolomiti Settentrionali, situate fra Alto Adige e Veneto e comprendenti i frastagliati Cadini, le candide Dolomiti di Sesto, le austere Dolomiti d’Ampezzo, le lunari Dolomiti di Fanes, Senes e Braies; il gruppo Puez-Odle, splendido parco naturale; il gruppo formato dallo Sciliar, dal Catinaccio e dal Latemar, a cavallo fra Alto Adige e Trentino; le Dolomiti di Brenta, le più occidentali, dove vive ancora l’orso bruno; il Rio delle Foglie, uno straordinario canyon, unico al mondo, le cui stratificazioni rocciose dei più diversi colori e gli innumerevoli fossili di animali preistorici permettono di leggere come in un libro aperto la storia geologica della Terra.

Video facili e di buona qualità

Samsung VP-MX20

Samsung VP-MX20

Se non siete videoamatori esperti o appassionati, per andare in montagna e condividere subito i video con gli amici vi servirà una videocamera che non vi faccia impazzire prima di iniziare ad usarla.
Questo crediamo sia uno dei vantaggi principali della Samsung VP-MX20, utilizzata in viaggio per cinque giorni, e che si è dimostrata una compagna affidabile e semplice da utilizzare.
Si tratta di una “memory camera” che registra direttamente su schede di memoria SDHC o MMC Plus, molto diffuse e a basso costo. I filmati vengono salvati in formato MPG, quindi possono essere facilmente portati sul PC, collegando la videocamera via USB o spostando la scheda di memoria direttamente sul PC tramite un adattatore.
Al primo contatto stupiscono molto le sue dimensioni, la grande compattezza e la leggerezza: bello anche il design, con un contrasto tra il nero ed alcuni elementi cromati. In dotazione c’è anche una comoda sacchetta in materiale morbido, ideale per riporre la videocamera in uno zaino o in una borsa senza rischiare di graffiarla con altri oggetti. Oltre alla sacchetta, comodo anche il caricabatterie, piccolo e leggero, simile a quello di un telefono cellulare.
L’impugnatura è girevole, per adattarsi a qualsiasi situazione, ed il cinturino sembra di ottima qualità.
La zona superiore ospita il pulsante a scorrimento per l’accensione, un pulsante per selezionare la modalità registrazione/riproduzione, il grande pulsante rosso per la registrazione ed uno sportellino che nasconde il connettore per la ricarica e la porta mini-usb. Inoltre c’è la levetta per la gestione dello zoom, che può arrivare fino a 34x: le dimensioni così compatte potrebbero necessitare un po’ di adattamento nell’uso dello zoom a chi ha mani di grandi dimensioni, ma è un problema che si risconterebbe anche su altri modelli concorrenti.
Il display si apre e si può girare, rendendo facili le riprese con angolazioni atipiche, dal basso o dall’alto ad esempio. Il display è ben organizzato: c’è il pulsante per il menu, quello di navigazione ed un pulsante REC secondario: un dettaglio forse, ma molto utile perché spesso si usa la mano sinistra per tenere la videocamera dal display e questo pulsante è molto comodo per far partire le registrazioni. Uno dei pochissimi aspetti negativi, se non l’unico, di questo prodotto è la navigazione all’interno dei menu, non sempre intuitiva. Il pulsante con le frecce non è precisissimo ed il software interno potrebbe essere migliorato. È anche vero che fatte tutte le impostazioni generali, durante l’uso della videocamera non si accede così frequentemente ai menu tanto da sentire questa come una limitazione.
La qualità della registrazione ci è sembrata soddisfacente, come le funzioni disponibili per l’editing o per la modifica dei filmati.

Foto e Video in alta risoluzione

Samsung NV100HD

Samsung NV100HD

Già al suo annuncio avvenuto a fine del 2008 la fotocamera digitale Samsung NV100HD aveva subito riscontrato una grande attenzione per le sue caratteristiche tecnologiche e per un mix di funzioni molto interessanti.
Provarla sul campo, soprattutto durante un viaggio, è stata la conferma della bontà delle scelte fatte dal produttore, che potranno essere affinate nei prossimi modelli.
La fotocamera si presenta molto compatta e sottile, nonostante monti un ampio display completamente touchscreen da 3 pollici e 460.000 pixel del quale parliamo subito, essendo la tendenza del momento su tutti i terminali digitali: oltre alla qualità dello schermo, deve essere buono e semplice anche il software di navigazione tra le varie funzioni, altrimenti si perdono i vantaggi del “touch”. In questo caso il display è veloce è sensibile quanto basta per un uso soddisfacente, altrettanto sono i menu organizzati con criterio e con facilità di identificazione grazie alle icone ben scelte.
Il lato superiore è occupato da pochi elementi: il flash estraibile, il pulsante di accensione, quello di scatto e la piccola ghiera per selezionare la funzione desiderata.
Il lato inferiore ha la vite per il cavalletto, lo sportello per la batteria e per la scheda di memoria SD e l’attacco del cavo USB per la ricarica o per la connessione al PC. Questo ultimo è forse l’unico elemento negativo della fotocamera, trattandosi di un cavo proprietario e non di un cavo standard (es. mini-usb) che si può facilmente trovare in commercio.
Da un punto di vista fotografico, la Samsung NV100HD può contare su un sensore da 14.7 megapixel e su un obiettivo grandangolo di 28 mm con zoom ottico 3.6X realizzato da Schneider: si può quindi intuire che il massimo lo esprime in foto panoramiche e grandi paesaggi, anche se si dimostra ottimale in qualsiasi situazione, grazie all’elevata sensibilità ISO impostabile e al buon autofocus.
Il divertimento con le immagini può continuare anche dopo lo scatto: innanzitutto la visione sull’ampio display è eccellente, come la possibilità di scorrere le immagini anche in modalità “slide show”. Sono tante le funzioni di editing disponibili con un semplice tocco del dito sul display: il ritocco, l’aggiunta di effetti speciali, la modifica del colore. Una funzione particolarmente interessante è la possibilità di ridurre il formato dell’immagine scattata: questo può essere utile per avere già delle immagini pronte con un formato specifico, da allegare ad una mail o da caricare ul Web.
Ma la Samsung NV100HD è qualcosa in più, già dalla sua sigla: nella maggior parte delle fotocamere la possibilità di registrare filmati è stata finora una componente aggiuntiva ma non fondamentale. In questo caso possiamo registrare filmati in alta definizione con risoluzione 720p. La qualità dell’HD potrebbe non essere paragonabile a quella di una videocamera dedicata, ma qualsiasi video registrato con questa Samsung e caricato su YouTube o Facebook viene riprodotto in alta definizione. Non male!
Il giudizio complessivo non può che essere positivo: è un fotocamera compatta, bella esteticamente, con una dotazione tecnologica invidiabile, che può acquisire immagini e video di elevata qualità.

Prova Atomic GS 12 Race

atomic_gs12pbArrivo al comprensorio Schilthorn in Svizzera, ho una grandissima voglia di spingere oggi: guardo la cartina, ci sono quattro piste nere, numerose rosse, neve dura mantenuta tale dalle nuvole.
Qui serve uno sci di quelli tosti, di quelli ai quali ti puoi affidare per divertirti al meglio. Mi ero fatto segnalare un noleggio di esperti e la scelta è ampia ma decido per gli Atomic GS 12 Race.
Li prendo anche se il noleggiatore mi avvisa di non averli preparati ma che sono quasi nuovi: altezza 170 cm, completati dall’affidabile Atomic Neox 412, già visto su altri modelli, regolato per una sciata aggressiva.
Sono dei race carve orientati alla sciata da “gigante”, robusti e rigidi: evidente la scanalatura centrale e la piastra sotto l’attacco, mentre la tecnologia Aerospeed è su una superficie inferiore rispetto al passato: sono delle piccole sfaccettature a nido d’ape che hanno l’obiettivo di aumentare la stabilità e limitare le turbolenze d’aria.

Ci scaldiamo su alcune rosse ad un’altitudine media, anche per abituarci prima di salire fino al Piz Gloria. I GS 12 sembrano quasi infastiditi da questa fase, la sensazione è realmente quella di avere due cavalli di razza che vogliono solo il meglio.
Facciamo una prima pista nera di ridotta larghezza, quindi lavoriamo su curve veloci con raggi medi e con un po’ di derapate. I GS 12 si cominciano a svegliare, dimostrano di essere affidabilissimi anche su un territorio che non dovrebbe essere il loro ottimale.
Saliamo ancora ed iniziamo un giro sulle piste nere in quota, quella che scende dal Piz Gloria e quella fornita dalla seggiovia Kandhar. Passaggi stretti, ripidi e lisci seguiti da tratti larghissimi con contropendenze: si vola letteralmente, gli Atomic consentono raggi e lunghezze di curva pazzesche con la possibilità di aumentare progressivamente la velocità.
Arriviamo a curvare sul bordo della pista rientrando velocemente al centro (non c’è nessuno, altrimenti occhio a questa manovra!) e gli sci rispondono con grande precisione.

Ci sono due elementi che mi hanno stupito di questo modello: il primo è evidente, cioè l’incredibile tenuta sulle lamine che sembrano essere quattro volte più grandi per la stabilità che ritornano.
Il secondo è la facilità di trasmissione dei “comandi” dallo scarpone, all’attacco, alla piastra fino allo sci. Sembra essere un blocco unico tanta è rispondenza tra la volontà iniziale e l’effetto finale.

Tiriamo le somme. Volete uno sci da “sciata domenicale”? Cercare uno sci per progredire nella vostra tecnica? Oppure state cercando uno sci “modaiolo”? State lontani da questi Atomic, perché sarebbe come avere una Ferrari per andare a fare la spesa.

Sono degli sci velocissimi che amano essere messi alla prova al limite, dai fondi ghiacciati alle lunghe curve in conduzione, eventualmente alle gare dove non vi tradiranno mai in mezzo ai pali.
Assolutamente perfetto.

Dimensioni
Altezza provata: 10005 cm (disponibili anche 165, 170, 180, 185)
Punta: 110 mm
Centro: 66 mm
Coda: 94 mm

Prova sci Salomon Crossmax W12

salomon_crossmax_w12Il colore dominante viola (o fucsia???), abbinato al nero, mi lascia un po’ perplesso ma credo che al pubblico femminile piacerà invece molto. E poi non possiamo trovare questi cavilli, trovandoci in mano una vera e propria istituzione dello sci, perché proviamo i Salomon Crossmax W12, modello sulla breccia da qualche anno e diventato quindi un punto di riferimento nella categoria “allaround”.

Al di là della battuta sul colore, è uno sci molto bello sia esteticamente sia strutturalmente. La combinazione dei due colori rende un’immagine moderna ed è esaltata dalla scanalatura larga centrale creata dal sistema Powertrak. L’anima in legno gli conferisce solidità, mentre l’attacco Salomon Z12 è una sicurezza assoluta.

Ho la fortuna di provarli in una situazione quasi ideale: giornata di sole che rende morbida la neve, un comprensorio con piste molto varie, cambi di pendenza e velocità.
Quindi sarebbe perfetto uno sci versatile, con una risposta veloce nel passaggio dalle curve brevi a quelle lunghe, capace di assorbire i cambi di pendenza, adattabile ad una neve che si ammorbidisce progressivamente durante la giornata. Li abbiamo, sono questi Crossmax W12!
Infatti non tradiscono in nessuna di queste situazioni, anche grazie al perfezionamento continuo che hanno avuto in questi anni, e possono comunque raggiungere delle prestazioni elevate anche se non sono degli specialisti. Infatti si può aumentare progressivamente la velocità anche in curva sapendo di avere una risposta sicura dallo sci.

Se cercate delle performance estreme (spigoli, velocità, inversione, etc.) forse non le troverete in questi Crossmax ma sicuramente troverete una media molto alta in tutte le voci. Quindi sono indirizzati ad uno sciatore in possesso di una tecnica completa che gli consenta di apprezzare le caratteristiche degli sci. Sono però una soluzione anche per coloro che vogliono una sciata tranquilla ma in sicurezza o per chi sta progredendo nella crescita tecnica e vuole anticipare un acquisto che si potrà trovare anche in futuro.

Dimensioni
Altezza provata: 170 cm
Punta: 115 mm
Centro: 69 mm
Coda: 99 mm

Prova sci Salomon Equipe Race GS

Ho in mano un paio di Salomon Equipe Race GS e voglio essere onesto su questa prova.
Avevo qualche pregiudizio su questo sci, soltanto perché preferisco modelli più rigidi. Gli sci non solo non erano preparati, ma avevano le lamine al “minimo sindacale”. Infine sono stato cattivello e li ho portati sul Lauberhorn a Wengen…
Questi Equipe Race GS hanno delle linee proporzionate ed una grafica sobria caratterizzata dal fondo bianco e dai colori dominanti rosso e blu.
Sebbene siano abbastanza leggeri, sono irrigiditi dalla Smartrack che crea una scanalatura larga sulla superficie dello sci. Sono dotati dell’attacco Salomon Z12 che trasmette una sensazione di grande sicurezza.

salomon_equipe_gcrace

Li inizio a provare con qualche esercizio di sensibilità su una pista azzurra, per poi passare a qualche curva di medio raggio su una pista rossa con pendenze variabili.
Passo poi ad una pista lunghissima, con passaggi stretti, con allargamenti improvvisi, con qualche tratto di scivolamento o peggio ancora da “pattinata”. Ho modo di apprezzare alcune caratteristiche, dalla velocità di passaggio da una lamina all’altra, alla tenuta nelle curve veloci, alla facilità di scivolamento anche a basse velocità (importante nelle stradine di raccordo!!!).
Li porto sul Lauberhorn per provarli nelle loro peculiarità, cioè curve larghe e veloci. Il fondo non è ideale, ci sono molte variazioni da neve fresca ammucchiata a tratti lisci se non ghiacciati.

Dopo aver consumato anche l’ultimo millimetro di lamina rimasta, mi fermo e ragiono sulla giornata passata insieme ai Salomon Equipe GS Race.
Sicuramente i pregiudizi iniziali sono superati, perché si sono dimostrati uno sci affidabile e costante nella sua resa, oltre ad essere molto veloce. Non essendo molto pesante e rigido, si presta bene anche a variazioni del raggio di curva, comportandosi dignitosamente anche in quelle strette.
Mi sembra perfetto per coloro che vogliono avere uno sci stabile ma non estremo con altri modelli. Può andare bene anche per chi sta migliorando tecnicamente e vuole uno sci che possa essere buono anche con una tecnica migliore. Infine lo vedo particolarmente adatto ad un’utenza femminile che solitamente non si trova bene con sci pesanti.

Dimensioni
Altezza provata: 170 cm
Punta: 115 mm
Centro: 69 mm
Coda: 99 mm

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